
L'oriente potrebbe insegnarci molte cose: il rispetto, il senso del tempo, la pazienza, la disciplina. Dare un occhiata verso levante non nuoce affatto, piuttosto che avere la testa sempre rivolta verso il caotico occidente. In oriente ritroviamo alcuni fondamentali particolari che in occidente abbiamo perso da tempo. Nell'ultimo film di Jhonnie To, Vendicami, questi particolari accecano da subito l'occhio stanco e annoiato del povero spettatore Italiano.
Il primo di questi particolari dimenticati è la coerenza: nel film sin dai primi minuti si viene catapultati in un mondo (lontano, Hong Kong) estremamente violento e crudele. E non della violenza pulp, ma di una vilenza genuina, primordiale come il sentimento che la mantiene in vita e che da il titolo al film. Non ci si aspetta niente di più e sopratutto, ciò che conta, non si vuole nulla di più. Azione e noir (francese/hongkonghese) e basta, niente amore, niente sesso.
Il secondo dei particolari perduti è il senso del tempo: To esalta i momenti più frenetici dei duelli, invece che accelerando o storpiando (alla maniera di Matrix), semplicemente rallentandoli in modo naturale. Si è investiti letteralmente dalle immagini di corpi che sembrano ballare in forme assolutamente armoniche che da tempo (noi occidentali) non vedavamo. I duelli sono coreografie di una naturalezza imbarazzante (niente è mai eccessivo) e gli schizzi di sangue sono nuvole di rosso create apposta per completare i quadri. Da vedere assolutamente il duello nel bosco, in cui anche la luna partecipa al gioco.
Il terzo particolare, e più importante, è la presenza della "non-parola". Con "non-parola" si intende qualcosa di completamente diverso da "silenzio" e da "mancanza di parola". Il silenzio è assenza di rumori, e per sua stessa definizione è assolutamente innaturale nel mondo reale e straniante nella realtà filmica, mentre "mancanza di parola" è l'omissione completa di dialoghi. Il termine "non-parola" invece indica la presenza di parole che però non hanno valore di parola, non hanno senso. Nel film di To, la presenza della "non-parola" accade grazie al fatto di mantenere in originale le lingue straniere, il francese e il cantonese. Questo permette allo spettatore di cogliere il senso senza prestare troppa attenzione a parole che potrebbero distrarre dalle immagini. L'attenzione è posta sull'azione, le parole sono, in estrema analisi, solo ulteriori rumori.
Vendicami, Jhonnie To.

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